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Coronavirus, a Conte il grido d’allarme dei giostrai siciliani: “Siamo abbandonati”

Oltre 200 giostrai  siciliani hanno scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro Dario Franceschini per chiedere un reddito di emergenza congiuntamente e una serie di misure di tutela e contenimento finanziario. I giostrai sono stati costretti a coprire le giostre con i tendoni, sepolti dalle spese da affrontare senza più alcuna entrata economica.

“Siamo fermi da mesi, abbiamo bisogno che le istituzioni ci ascoltino, non  abbiamo risorse per la sopravvivenza delle nostre famiglie. Lo Stato ci deve aiutare, non siamo  invisibili”, dice Toti Speciale, presidente nazionale  dell’unione esercenti spettacoli viaggianti.  Rino Talarico, giostraio agrigentino, bloccato ad Avola, è consapevole del momento drammatico  e sa bene che le giostre saranno le ultime a ripartire, nel frattempo, chiede “di non essere abbandonato dalla politica”.

Le rivendicazioni dei giostrai dell’Isola sono state sposate da Natalia Re e Vito Ferrantelli, coordinatori di Italia Viva della provincia di Agrigento: “Sono la categoria più a rischio, sono stati messi ai margini – dicono – non possono aprire e se anche lo facessero nessun genitore porterebbe i propri figli a fare un giro su un ottovolante, dove non ci può essere il distanziamento sociale. La politica deve trovare una soluzione anche per i giostrai che non possono essere abbandonati”.

Nel corso di una videoconferenza tra i giostrai, Natalia Re e Davide Faraone, capogruppo al Senato di Italia Viva è stato assicurato che il grido d’allarme della categoria arriverà sui tavoli romani.  “L’emergenza  sanitaria da Covid-19 ha creato criticità economiche pure in questo settore – spiega Faraone – La dignità umana di un lavoratore va tutelata, incontrerò  il ministro Franceschini per cercare di concretizzare sostegni adeguati  in grado di garantire la sussistenza ordinaria ai giostrai e  allo stesso tempo una strada per impedire la chiusura dell’attività in ragione di tutti gli adempimenti burocratici a cui sono tenuti, nel pieno rispetto della normativa sulla sicurezza. Da parte nostra – assicura Faraone – ci sarà tutto l’ impegno per  sostenerli e se non possono esercitare la funzione sociale che viene loro riconosciuta dalla legge non è pensabile che venga chiesto loro  il pagamento del suolo pubblico”.

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Imprese e p.iva, Italia Viva: “Emergenza liquidità: subito prestiti straordinari garantiti al 100% dallo Stato”.

Liquidità subito per tutte le partite iva e le piccole e medie imprese: prestiti pari al 25% del fatturato 2019, garantiti al 100% dallo Stato, da restituire in 100 rate a partire da gennaio 2022. E per le imprese nate nel 2019 si prenda come parametro di riferimento aggiuntivo il costo del lavoro

“Liquidità, liquidità, liquidità: non c’è altra priorità ora per le attività economiche del Paese e anche del nostro territorio. In queste ore decisive nelle quali il governo sta predisponendo un nuovo decreto di aiuti per famiglie e aziende, stiamo chiedendo che si prenda la nostra proposta che può dare subito risposta al bisogno primario di ogni attività, soprattutto quelle più piccole: la possibilità di attivare prestiti bancari immediati interamente garantiti dallo Stato”. Lo affermano i coordinatori di Italia Viva Ad Agrigento, Natalia Re e Vito Ferrantelli, impegnati in queste ore assieme ai propri parlamentari per stimolare il governo ad adottare la misura migliore per dare fiato alle imprese e al sistema economico.

“La nostra proposta prevede che liberi professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori individuali e società fino a 50 milioni di fatturato possano fare domanda ad una banca chiedendo ognuno di avere il 25% del proprio fatturato del 2019. La banca eroga il prestito velocemente, senza burocrazia e senza controlli di rating grazie alla garanzia statale al 100%. L’importo viene restituito in 100 rate a partire dal gennaio 2022 con interessi a carico dello Stato. Per le attività nate negli ultimi 12-18 mesi, si può prendere a riferimento come parametro aggiuntivo quello del costo del lavoro”.

In questo modo l’impresa e il professionista riprendono a lavorare in sicurezza e può pagare fornitori per acquisti e investimenti, dipendenti e collaboratori. “L’emergenza sanitaria ha la priorità, ma altrettanta attenzione va riservata a quella economica – affermano i referenti locali di Italia Viva – sostenendo  il nostro tessuto produttivo, le imprese soprattutto quelle più piccole, più fragili che rappresentano il motore della nostra economia”.

Come coprire questi costi? ” Per arrivare a movimentare una cifra sufficiente a sostenere le Partite IVA e le PMI con fatturato fino a 50 milioni lo Stato deve intervenire con uno stanziamento da 33 miliardi di euro (circa 2 punti percentuali di PIL): 33 miliardi di euro infatti consentono garanzie per 412,5 miliardi di euro. Un intervento reso possibile anche all’allentamento delle norme europee sugli impegni di bilancio”.

“E’ una proposta concreta e realizzabile – concludono la Re e Ferrantelli – che stiamo avanzando in queste ore al Governo e che chiediamo a chi la condivide di sostenere. Sono le ore in cui si definiscono i contenuti del decreto e non possiamo lasciare nulla di intentato per dare un aiuto vero al nostro sistema economico, soprattutto a quello fatto di piccole e medie attività che rappresentano il cuore pulsante della nostra economia territoriale e non solo”

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Coronavirus, la distribuzione degli ammalati in tutti gli ospedali siciliani, critica di Italia viva

ITALIA VIVA- coord. provincia Agrigento

Come oramai reso noto dagli organi di stampa, la Regione Siciliana ha deciso di ospitare gli ammalati Covid in tutti gli ospedali della provincia di Agrigento.

Scelta assolutamente non condivisa dai cittadini delle comunità di questo territorio.

I sindaci, invece, chiedono una struttura o più strutture autonome dedicate esclusivamente alla cura degli ammalati di Covid 19.

In questa direzione è rivolto il pensiero del coordinamento provinciale di Italia Viva, il partito dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Per affrontare e provare a risolvere questo problema, i coordinatori Provinciali di questo partito, Natalia Re e Vito Ferrantelli, hanno organizzato un incontro, in conference call, con i vertici del partito nazionale e regionale.

Alla conference parteciperanno il Vicepresidente della camera dei Deputati On. Ettore Rosato,

il Capogruppo al Senato di Italia Viva Sen. Davide Faraone, la Sen. Valeria Sudano, l’On. Edy Tamajo, l’ On. Luca Sammartino,

l’On. Giovanni Cafeo, l’On. Nicola D’Agostino (componente della Commissione regionale Sanita).

All’incontro parteciperanno i sindaci di

Cattolica Eraclea, Raffadali, Canicattì, Menfi, Siculiana, Santo Stefano Quisquina, Grotte, Montallegro, Lucca Sicula, Sambuca Di Sicilia, Campobello Di Licata, Santa Elisabetta, Porto Empedocle, Burgio, Cianciana, Villafranca Sicula, Calamonaci, Realmonte, Santa Margherita di Belice, Ribera,Alessandria della Rocca, Sant’Angelo Muxaro,Palma Di Montechiaro, Joppolo Giancaxio, Racalmuto, San Giovanni Gemini, Cammarata, Aragona, Naro, Favara, Montevago, Sciacca, Bivona, Comitini, Ravanusa.

Le richieste dei sindaci, formulate in apposito documento inviato alle autorità nazionali, regionali, al Direttore dell’ASP di Agrigento, al presidente dell’ANCI Sicilia dal Prefetto di Agrigento, sono le seguenti

1)di conoscere il numero di posti letto in terapia intensiva e sub intensiva destinati al covid-19 ad oggi realmente in funzione e qual è l’eventuale programmazione;

2)che venga urgentemente riconvertito a presidio COVID, al fine di creare un percorso unico dei malati di COVID-19 rispetto alle altre patologie ricorrenti, un presidio ospedaliero del territorio provinciale;

3)che venga fatta un’indagine epidemiologica sui casi positivi e se sono stati sottoposti a tampone rino-faringeo i familiari e i contatti stretti di detti casi;

4)di conoscere il numero di test che sono stati fatti e se sono stati individuati dei laboratori adeguatamente attrezzati ad eseguire i tamponi;

5)se sono stati effettuati i tamponi a tutto il personale sanitario, ai medici di famiglia, al personale del 118, delle case di riposo, di cura etc.;

6)se il personale sanitario è stato fornito dei dispositivi di protezione individuali (secondo le indicazioni del rapporto ISS Covid-19 n 2/2020) e in quali quantità.

Natalia Re e Vito Ferrantelli definiscono questa “una scelta assolutamente scellerata e inopportuna, che non trova in alcun modo il consenso delle popolazioni interessate e invitano le istituzioni regionali a rivedere le proprie decisioni, nel rispetto della volontà popolare e della democrazia e della salute dei cittadini che hanno il diritto di curarsi in sicurezza”.

I Coordinatori di Italia Viva di Agrigento

Natalia Re e Vito Ferrantelli

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Covid-19, Natalia Re (Italia Viva): si aggiorni elenco delle famiglie in difficoltà

In considerazione della sempre crescente crisi economica, determinata dall’emergenza sanitaria Covid-19, le sacche di povertà sono aumentate.

La chiusura delle attività ha consegnato una nuova povertà che mai avremmo voluto raccontare, siamo di fronte ad una situazione che bisogna fronteggiare senza tentennamenti.
Sono sempre di più le famiglie che faticano a fare la spesa, si tratta di persone titolari di attività che hanno dato fondo ai propri risparmi, che al momento non hanno alcun tipo di introito.
Un ventaglio che si allarga, per questo i Comuni grazie alle risorse stanziate dal Governo sono chiamati alla distribuzione di  beni di prima necessità.
E’ necessaria, tuttavia, non possiamo non dirlo una cabina di regia.
 
Per questo il mio appello, nella qualità di coordinatrice territoriale di Italia Viva per la provincia di Agrigento, è indirizzato  a tutti i sindaci del territorio e non di meno al sindaco Firetto:  si aggiorni l’elenco delle famiglie e dei soggetti in difficoltà, si faccia attenzione a quella nuova emergenza che ha colpito chi prima aveva un lavoro, anche saltuario, chi si ritrova senza alcun reddito da un mese.
Il mio coordinamento, congiunto con quello di Vito Ferrantelli, è giovane ma questo  non può farci stare in silenzio,  dobbiamo assumerci la responsabilità di proposte fattive e concrete.
 
• A tal proposito ricordo le misure che Italia Viva ha previsto per migliorare il decreto Cura Italia: dall’ ammortizzatore sociale  unico per tutte le categorie alla sospensione del divieto di assunzione a termine e in somministrazione in aziende che abbiano attivato ammortizzatori sociali, così come non ci siamo dimenticati di tutti gli autonomi che reggono le sorti della Sicilia, e del Paese:  tutele per stagisti e praticanti per la sospensione del periodo di stage/pratica e l’attivazione delle misure di lavoro agile,  un fondo per le professioni ordinistiche, abbiamo chiesto di incrementare il fondo per gli autonomi.
Sono tantissime le proposte che Italia Viva ha messo nero su bianco per dare risposte al Paese, non possiamo più attendere, la Sicilia ha bisogno di non cadere nel baratro di una rivoluzione sociale. Ecco perché tra le misure previste abbiamo spinto affinchè si stoppassero le rate del mutuo della casa, così come i pignoramenti degli stipendi e dei beni immobili,  nello specifico per i Comuni chiediamo che vengano fatte delle assunzioni in Polizia, proponiamo di estendere la facoltà di sospensione delle cartelle di pagamento sui tributi locali e la riduzione dei termini sulle prescrizioni degli enti impositori, ed ancora  delle campagne straordinarie per il Made in Italy alle Camere di Commercio estere e alle rappresentanze istituzionali, una  Carta Famiglia estesa a tutti i nuclei familiari con almeno un figlio a carico residenti sul territorio nazionale e ai cittadini stranieri residenti in Italia, un fondo per le piattaforme di didattica a distanza.
Sono solo poche le proposte che qui ho voluto evidenziare ma ce ne sono tante altre che riguardano la sanità e le imprese. Le famiglie devono avere la priorità su tutto, sono loro a fronteggiare e a pagare sulla loro pelle questo momento così drammatico.
Rialzarci non sarà semplice, possiamo farcela solo con l’aiuto e la solidarietà di tutti, mostrando attenzione verso chi oggi è più debole.
 
Per questo motivo il mio appello è  pure rivolto al Presidente della Regione Nello Musumeci: il portale di registrazione, istituito  per controllare chi è arrivato in Sicilia dal Nord, può essere utilizzato per prevedere per queste persone delle  misure occupazionali che favoriscano la permanenza in Sicilia a seguito della pandemia.
Natalia Re, coordinatrice  Italia Viva Provincia di Agrigento

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Italia Viva: Solidarietà all'On. Luca Sammartino per atteggiamento scorretto nei suoi confronti da parte del Presidente della Regione Musumeci”

I Coordinatori di Italia Viva di tutte le 9 province siciliane esprimono unanime sdegno ed indignazione per l’ atteggiamento scorretto e antidemocratico assunto dal Presidente della Regione siciliana, On. Nello Musumeci, nei confronti del Deputato regionale di Italia Viva, On. Luca Sammartino, nel corso della discussione sulla legge finanziaria regionale.
È assolutamente inammissibile e deprecabile il comportamento della massima autorità regionale nei confronti di un rappresentante del popolo, democraticamente eletto, nel pieno e legittimo esercizio delle proprie funzioni istituzionali.
Quello del Presidente Musumeci, nell’aula di Palazzo dei Normanni, è stato, a nostro avviso, uno spontaneo ed involontario richiamo alle sue origini che, nonostante i camuffamenti e i tentativi di trasformismo, con inconsapevole naturalezza, ritorna.
Ritornano quei valori negativi che hanno caratterizzato uno dei periodi più brutti della storia d’Italia.
Proprio per questo, l’inaccettabile comportamento del Presidente Musumeci non può racchiudersi nell’alveo di una semplice caduta di stile. A cadere, in casi come questi, e a trascinare con sé, insieme al garbo ed allo stile personali, sono anche i valori su cui si fonda il rispetto della persona umana e gli ideali di libertà e democrazia, evidenziati nella recente ricorrenza del 25 aprile, che donne e uomini italiani hanno difeso offrendo il sacrificio della loro vita.
Ideali e valori che hanno spazzato via l’incubo del fascismo e verso i quali, evidentemente, il Presidente manifesta una palese e sincera insofferenza.
Il rispetto della persona umana e della libertà di pensiero sono alla base della convivenza civile e costituiscono i capisaldi della Costituzione italiana e nessuno può prescinderne, soprattutto chi, come in questo caso, occupa un importante ruolo di rappresentanza Istituzionale.
Il richiamo, in queste ultime ore, di Matteo Renzi ai valori della Costituzione cade a pennello e investe anche questo genere di inopportuni, licenziosi ed inqualificabili comportamenti di chi, dall’alto del proprio ruolo istituzionale, ritiene, unto dal Signore, di potere incarnare il verbo.
Se il Presidente Musumeci, dopo una serena riflessione, non dovesse avvertire l’esigenza di porgere le sue personali scuse all’On. Luca Sammartino, e allora sarebbe proprio il caso di dire che… Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
I coordinatori siciliani di Italia Viva

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Coronavirus: da Franceschini 5 milioni ai giostrai, soddisfazione di Italia Viva

“Il ministro Dario Franceschini ha firmato un decreto di 5 milioni di euro per gli spettacoli viaggianti.

Gli impegni si mantengono e Italia Viva lo ha fatto venendo incontro alle istanze dei giostrai”.

Lo dicono i coordinatori di Italia Viva di Agrigento Natalia Re e Vito Ferrantelli, che nei giorni scorsi avevano lamentato la situazione di crisi del settore e lo stato abbandono in cui sono stato lasciati.

“Sono mesi difficili per i giostrai che non possono tornare a lavorare – dicono Re e Ferrantelli – l’appello al governo è stato accolto grazie al senatore Davide Faraone che si è fatto portavoce dell’istanza con il ministro Franceschini.

I giostrai erano rimasti fuori da ogni intervento economico – aggiungono – non è stato difficile perorare la causa di queste famiglie che si sono ritrovate all’improvviso senza lavoro e senza introiti”.

“Adesso lavoreremo all’ampliamento finanziario dedicato – dice Davide Faraone -.

Ho vissuto questi momenti di difficoltà con una categoria, quella dei giostrai, che non sapeva più come sfamare le proprie famiglie. Impegni che si accompagnano ai risultati, a fatti concreti”.

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Un comitato Italia Viva a Lampedusa e Linosa, Nicolini: "Il sistema sanitario locale non funziona"

I coordinatori provinciali: “Dobbiamo occuparci della stagione turistica che nelle isole partirà in ritardo, con grave danno per l’ economia turistica e per il comparto produttivo della pesca”

I coordinatori provinciali di Agrigento di Italia Viva, Natalia Re e Vito Ferrantelli, hanno accolto con entusiasmo la nascita del comitato società aperta Lampedusa e Linosa ad opera di Giuseppe Nicolini.

“Con l’inizio della Fase 2 – affermano i coordinatori provinciali- dobbiamo occuparci della stagione turistica che nelle isole partirà in ritardo, con grave danno per l’ economia turistica e per il comparto produttivo della pesca. Dobbiamo occuparci dell’ accoglienza e della sostenibilità dei flussi migratori a Lampedusa e dobbiamo lottare contro la realizzazione del ” ponte dell’ assurdo”.

Per Nicolini “Avere il comitato Italia Viva a Lampedusa e Linosa è un valore aggiunto che ci consentirà di portare avanti molte battaglie con l’appoggio dei nostri parlamentari e coordinatori. In questo periodo storico, con l’emergenza sanitaria, il mio pensiero va in primis alle tante vittime che il Covid-19 ha causato ma anche alle mie isole che stanno attraversando un duro periodo.

Penso alle tante famiglie che devono fare i conti con la crisi economica, ai pescatori, alle tante imprese che operano nel settore turistico e che stanno attraversando un periodo nero, penso a un sistema sanitario locale che non funziona e non garantisce alcuna sicurezza ai nostri cittadini.

Per questo oggi più che mai dobbiamo essere tutti uniti nell’affrontare tali problemi al di là del colore politico di appartenenza. Noi ci mettiamo la faccia e il cuore. Uniti si può. Uniti si vince. 

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I coordinatori di Italia Viva intervengono sul “progetto ai confini della realtà” del ponte di Lampedusa

 Lampedusa è un’isola che rappresenta un gioiello di bellezza archeologica e naturalistica, terra di accoglienza.
E’ stato reso noto il progetto di voler realizzare una bretella che congiunga il porto vecchio con quello nuovo, un ponte che snaturerebbe l’essenza di quel luogo e che dovrebbe essere realizzato in un’area sottoposta a dei vincoli sia paesaggistici che ambientali che archeologici.
Un progetto ai confini della realtà, di cui siamo venuti a conoscenza grazie alla denuncia di Claudio Lombardo, presidente di Mareamico, che ha evidenziato come non solo sia uno spreco di danaro pubblico ma anche un’opera che non servirebbe a molto. Bene, invece, se si pensasse al rafforzamento del molo Favarolo, utilizzando il lato esterno per l’attracco di navi veloci. E’ questa l’idea di Lombardo che noi sposiamo e rilanciamo.
Lampedusa non ha bisogno di tale scempio, Lampedusa ha bisogno di tutele ambientali, di un concreto sostegno alla pesca e non in ultimo al Turismo. E’ notorio che l’emergenza da Covid-19 ha di fatto decimato un settore economico importante per l’isola.
Italia Viva si opporrà alla costruzione di un’opera che lede il paesaggio e che non tiene conto del fatto che i piloni di questo ponte andrebbero ad inficiare un’area archeologica da tutelare.

Lo afferma la coordinatrice di Italia Viva per la provincia di Agrigento, Natalia Re

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Un comitato Italia Viva a Lampedusa e Linosa, Nicolini: "Il sistema sanitario locale non funziona"

I coordinatori provinciali di Agrigento di Italia Viva, Natalia Re e Vito Ferrantelli, hanno accolto con entusiasmo la nascita del comitato società aperta Lampedusa e Linosa ad opera di Giuseppe Nicolini.

“Con l’inizio della Fase 2 – affermano i coordinatori provinciali- dobbiamo occuparci della stagione turistica che nelle isole partirà in ritardo, con grave danno per l’ economia turistica e per il comparto produttivo della pesca. Dobbiamo occuparci dell’ accoglienza e della sostenibilità dei flussi migratori a Lampedusa e dobbiamo lottare contro la realizzazione del ” ponte dell’ assurdo”.

Per Nicolini “Avere il comitato Italia Viva a Lampedusa e Linosa è un valore aggiunto che ci consentirà di portare avanti molte battaglie con l’appoggio dei nostri parlamentari e coordinatori. In questo periodo storico, con l’emergenza sanitaria, il mio pensiero va in primis alle tante vittime che il Covid-19 ha causato ma anche alle mie isole che stanno attraversando un duro periodo. Penso alle tante famiglie che devono fare i conti con la crisi economica, ai pescatori, alle tante imprese che operano nel settore turistico e che stanno attraversando un periodo nero, penso a un sistema sanitario locale che non funziona e non garantisce alcuna sicurezza ai nostri cittadini. Per questo oggi più che mai dobbiamo essere tutti uniti nell’affrontare tali problemi al di là del colore politico di appartenenza. Noi ci mettiamo la faccia e il cuore. Uniti si può. Uniti si vince2.

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Il ponte di Lampedusa continua a dividere, Italia Viva presenta interrogazione al Senato „Il ponte di Lampedusa continua a dividere, Italia Viva presenta interrogazione al Senato“

I coordinatori provinciali di Agrigento, Natalia Re e Vito Ferrantelli, apprendono  con grande entusiasmo l’interrogazione depositata al Senato dal Capogruppo di Italia Viva, Davide Faraone, con la quale chiede al Ministro dell’Ambiente di intervenire su quanto sta accadendo a Lampedusa.
Non è possibile che l’amministrazione comunale isolana sposi il progetto con cui si vuole realizzare  un ponte che colleghi il porto vecchio con quello nuovo.
Il comitato  Italia Viva –  Societa’ aperta Lampedusa e Linosa-  con il suo coordinatore  Giuseppe Nicolini, ha  subito intrapreso la battaglia ambientale volta a bloccare questo folle progetto che mina l’ecosistema, il paesaggio e che realizzerebbe solo una colata di cemento a Cala Salina.
“Ci batteremo affinché questo scempio venga fermato il prima possibile e venga invece attuato il piano degli interventi della giunta Nicolini approvato dal Cipe nel 2015. Ringrazio molto Davide Faraone per l’impegno e la sensibilità che ha sempre avuto  nei confronti di Lampedusa e Linosa. Portare la nostra isola in Parlamento  è importante in quanto significa che non è abbandonata”, lo dichiara Nicolini.
Per Natalia Re si tratta di un importante  intervento in Senato: “ Lo strumento dell’interrogazione al Ministro ci farà comprendere se davvero si vorrà proseguire sulla strada dell’assurdo, pensando di realizzare un ponte che non porterà altro che un deturpamento dell’ambiente e del fondo marino. Altri dovranno essere gli interventi di ricongiungimento e che potranno essere vagliati, non certo quello della colata di cemento con dei piloni conficcati nel mare. Grazie al senatore Faraone per la sensibilità dimostrata e per l’impegno profuso a tutela delle isole minori”.“

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