Blocchiamo la colata di calcestruzzo su "Cala Salina"

A Lampedusa pare che la tutela dell’Ambiente e dell’ecosistema marino non siano problemi sussistenti. L’Amministrazione Comunale ha avviato le procedure per la realizzazione, all’interno dello specchio marino del porto a Cala Salina, di un viadotto stradale di 130 metri, sostenuto da piloni in calcestruzzo in mezzo al mare. Questo ponte servirebbe a collegare il porto vecchio con il porto nuovo, in un’area sottoposta a molteplici vincoli ambientali e paesaggistici. Questa nuova infrastruttura sorgerebbe nei pressi dell’area archeologica di “Cala Salina”, dove sono presenti le vasche di lavorazione del pesce di epoca romana imperiale, tutelate sin dal 1992 e acquisite al demanio regionale dei Beni Culturali della Regione Siciliana. L’area è sottoposta a tutela integrale per tale tratto di costa, non sono consentite opere che frammentano la percezione unitaria del paesaggio e né di impatto sull’ambiente. Vincoli ambientali, paesaggistici ed urbanistici garantiscono la tutela e l’integrità di questo tratto di costa di grande interesse storico, archeologico e paesaggistico.

Chiediamo con forza che “Cala Salina” non si tocchi! Il “ponte dell’assurdo” va bloccato.

Preserviamo l’integrità di “Cala Salina”, uniamoci per proteggere Lampedusa dalla pesante colata di cemento che potrebbe lederne l’integrità e la bellezza naturalistica.

Per questo lanciamo questa petizione  affinché la nostra voce sia ascoltata.

Firma anche tu la petizione, facciamo squadra.

Petizione proposta da Giuseppe Nicolini

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